Un delicato caso di doppia ricostruzione oculare effettuato dalla dr.ssa Barbara Parolini è diventato oggetto di un articolo del Corriere della Sera.

“L’occhio destro è stato sempre più grave dell’altro, — spiega Parolini — perché aveva una ferita corneale più centrale, era completamente senza l’iride, aveva un distacco di retina totale. (…) Si è intervenuti prima sul sinistro e a distanza di una settimana sul destro. Risultato: recupero della vista fino a 10 decimi per l’occhio sinistro, con occhiali. Il destro invece, con lenti particolari, mostrava una possibilità di funzionare fino a 3-4 decimi. Sembrava fatta.  Ma… “

 

 

Luigi Micieli operato all'occhio a brescia dopo esplosione petardo. - fotografo: stefano cavicchi

Luigi Micieli operato all’occhio a brescia dopo esplosione petardo. – fotografo: stefano cavicchi

MILANO – Per una volta proviamo ad invertire la stagionalità delle notizie. In piena estate vogliamo raccontare di Luigi Miceli, un ragazzone di Cassibile (Siracusa), e del “passatempo” che gli è costato davvero un’occhio della testa. Anzi, gli occhi li ha rischiati tutti e due. Lo facciamo adesso, anche perché la via crucis di interventi che il diciassettenne ha dovuto affrontare si è appena conclusa e bene. Il passatempo in questione sono i botti di Capodanno, “rielaborati” in ordigni artigianali. Luigi ha commesso un’imprudenza e il 22 dicembre scorso si è ritrovato con il bulbo oculare destro in mano e il sinistro conciato male. «Lavoravo per Bin Laden io…», cerca di minimizzare con una battuta e un sorrisetto sotto lo sguardo non troppo indulgente di mamma Vincenza.

Seduto nello studio di Barbara Parolini, responsabile di Oculistica all’Istituto clinico Sant’Anna di Brescia (accreditato con il Servizio sanitario), Luigi ha un conto aperto con la cattiva come con la buona sorte. Perché un mese dopo aver concluso le traversie del primo incidente, a maggio di quest’anno, il pugno di un ragazzo gli ha fatto di nuovo esplodere l’occhio destro. Per fortuna, però, ha potuto farsi ancora curare dall’équipe di Brescia che è riuscita per la seconda volta a scongiurare il peggio. Barbara Parolini è tra i pochissimi chirurghi in Italia che operano i traumi della retina. Lei e Grazia Pertile, a capo dell’Oculistica dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria a Negrar (Verona), sono le uniche due donne a farlo. «In tutte e due le circostanze sono rimasto sempre di ghiaccio. Dolore non se ne sente. Anche dopo il secondo trauma pensavo: ora la dottoressa mi risistema di nuovo. Lo pensavo davvero!» racconta adesso Luigi.

Terzo di quattro figli, ama la musica e i cavalli (ne possiede uno). A scuola, frequenta l’Istituto turistico. Nel tempo libero aiuta i genitori che gestiscono un autogrill sull’autostrada Cassibile-Siracusa e gioca con gli amici. Giochi anche pericolosi, purtroppo. La passione dei petardi artigianali Luigi l’ha sempre avuta. Quel 22 dicembre voleva festeggiare la fine della scuola per le vacanze natalizie. Con gli amici ne ha preparato uno, stipando di polvere presa da petardi “regolari” un barattolo cilindrico di plastica per stuzzicadenti. Dopo averlo incastrato su una rete metallica, l’ordigno però non è esploso. E Luigi ha pensato bene di finire il lavoro: «Prima ho tirato un sasso, per vedere se così saltava in aria. Nulla. Poi mi sono avvicinato, ho tolto la miccia per fargli fare una fiammata. Ho dato l’ultimo tiro alla sigaretta e l’ho messa dentro alla scatola. Bummm! È scoppiata subito». Le orecchie si sono messe a fischiare e Luigi si è piegato in avanti portandosi le mani sugli occhi. Così si è trovato in mano quello destro, uscito dall’orbita, e lo ha ricacciato dentro. Non ci vedeva più. Sangue e schegge sulla faccia e sulle mani. Il resto sono fotogrammi confusi: gli amici lo portano alla guardia medica di Cassibile, che però è chiusa. Un conoscente lo carica in auto e arriva al pronto soccorso di Avola. Poi è trasferito subito a Catania, dove era già pronta la sala operatoria. Nel capoluogo etneo ci resta fino a Capodanno. Su consiglio del chirurgo che opera Luigi, la famiglia si rivolge a Grazia Pertile. Il 13 gennaio, madre, padre e figlio volano a Verona. Dopo la visita, è la stessa Pertile ad affidarlo alla collega Parolini, anche lei in servizio a Negrar. «L’occhio destro è stato sempre più grave dell’altro, — spiega Parolini — perché aveva una ferita corneale più centrale, era completamente senza l’iride, aveva un distacco di retina totale. L’altro occhio aveva una situazione simile, ma almeno la retina non era completamente staccata».

Si è intervenuti prima sul sinistro e a distanza di una settimana sul destro. Risultato: recupero della vista fino a 10 decimi per l’occhio sinistro, con occhiali. Il destro invece, con lenti particolari, mostrava una possibilità di funzionare fino a 3-4 decimi. Sembrava fatta. Il primo aprile Luigi è tornato a casa. Il primo maggio, un sabato sera, il destino ha invece giocato la sua seconda mossa. Una lite provocata da altri ragazzi in fila in un negozio; la sfida di uno sguardo non “abbassato” e Luigi è stato colpito proprio all’occhio destro con un violento pugno che gli ha aperto la cornea. Così è tornato dalla dottoressa Parolini, che nel frattempo si era trasferita a Brescia, ed è stato rioperato. «Vale sempre la pena di fare interventi ricostruttivi. Certo, i risultati dipendono dalla gravità del trauma iniziale e da come reagisce l’occhio. Quello di Luigi ha delle ottime probabilità». Luigi dovrà sottoporsi ad altri controlli, ma in Sicilia. Se necessario, tornerà a Brescia. Ma soprattutto potrà condurre una vita normale, stando attento ai traumi, ovvio. Una lezione l’ha imparata. Quando vede i bambini armeggiare con i petardi, li richiama. Mostra loro l’occhio offeso. «Ma non mi danno retta. Finché uno non ci sbatte, non lo capisce. Piccolo o grande che sia. Anche per me è stato così».